Il 5 maggio 2016 nel prestigioso palazzo, un tempo sede della Facoltà di Economia e Commercio sul Lungomare Caracciolo si è svolto il XVII Convegno di Tribologia, ultimo di una serie di eventi di notevole successo realizzati grazie alla grande passione del Dr. Renato Lordi ed al supporto di Asmeccanica ed Atena. Non è facile al giorno d’oggi riuscire a coinvolgere un pubblico così partecipe ed attento, sino ad esaurire i posti di una sala assai imponente.

Anche noi di Mecoil abbiamo avuto l’onore di essere invitati per un intervento sul tema della Conditions’ Monitoring in ambito navale. Originalmente l’intervento era stato previsto a cura dell’Ing. Giovanni Palamà; ma a seguito di suoi imprevisti, inderogabili impegni, Giuseppe Adriani ed Ilaria Marsili Libelli si sono offerti di sostituirlo in tale contingenza.

La nostra presentazione si è inserita nel contesto degli argomenti già affrontati dai relatori precedenti, tra cui G. Calder (Gulf Oil Marine Ldt), G. S. Morelli (Schaeffler Italia Srl) e G. Zappia (Shell Marine Product). Uno dei temi più attuali in agenda sembrava essere legato al controllo della alcalinità dei lubrificanti, in relazione alla qualità del fuel impiegato. Un elemento assai critico, in particolare nei motori navali a due tempi, un contesto tecnologico del tutto particolare, in cui l’equilibrio tra le enormi masse in movimento e l’ingente quantitativo di lubrificante “sacrificale” è oggetto di attento studio. Le condizioni di esercizio risultano estremamente variabili così come il carico e la percentuale di zolfo in gioco.

Nuovi e più stringenti regolamenti relativi ai prodotti EAL (Enviromental Acceptable Lubricants) porteranno da qui a pochi anni ad una drastica riduzione del contenuto di zolfo nei combustibili, fino a quantitativi attorno al 1%. Ne consegue che valori di BN maggiori di 70 possono diventare addirittura nocivi per un eccesso di ceneri e depositi, con conseguenti accumuli difficilmente sotto controllo. Non a caso da parte di tutti i relatori si è fatta presente la inderogabile necessità di ispezioni e controlli visivi, a prescindere da analisi e monitoraggi specifici.

Le dimensioni e la complessità di simili meccanismi in cui la ridondanza non è sempre economicamente e strutturalmente perseguibile richiedono continui controlli ispettivi per aggiornare il Log-book di bordo.

Mecoil da parte sua ha presentato un excursus che, partendo dalle principali, ineludibili cause di degrado del lubrificante, ha illustrato le potenzialità dei diversi approcci analitici al fine di impostare un efficace progetto di manutenzione preventiva e predittiva. Con strumenti diagnostici tra i più diversificati; che spaziano dalla applicazione tradizionale con periodici campionamenti in modalità off line, indirizzati al laboratorio per le analisi del caso, ai sistemi portatili (stile Fluidscan di Spectroscientific) per una verifica puntuale e celere direttamente a bordo.

L’opinione di Mecoil, apparentemente condivisa dal pubblico in sala, è che, comunque – qualunque sia la procedura o miglioria gestionale prevista – non può avvenire senza il passaggio attraverso una adeguata formazione del personale preposto.

Nell’intervallo, un sole splendente e la vista di Capri incorniciata dalle finestre dei saloni hanno accolto gli ospiti per un pranzo di ottimo livello. Una occasione di più per fattivi scambi di opinioni tra “gente del mestiere”.

A seguire diversi interventi incentrati sulle proprietà ed il basso impatto ambientale dei lubrificanti ecocompatibili, come ben spiegato da T. Ruehle e G. Nespoli (BASF SE Germany e BASF Italia Spa) e da P. Muscetta (ENI Spa). Una problematica reale sempre più pressante in un mare che diviene di giorno in giorno più “piccolo” ed affollato da > 60.000 navi, come scelta d’elezione per il trasporto di merci tra continenti tra sé indissolubilmente legati da rapporti commerciali frenetici.

Nessun prodotto può essere definito “buono o cattivo” in quanto tale. Questo vale sempre, in generale ed in particolare per gli oli lubrificanti; ogni scelta va contestualizzata in funzione delle specifiche condizioni di impiego. Per garantire una gestione esente da problemi, o quantomeno il più possibile sotto controllo in ambienti estremamente soggetti alla contaminazione ambientale (per acqua, atmosfera salina, etc.) occorre prevedere interventi di filtrazione con sistemi il più duttili possibili. Su questo elemento (in genere trascurato da parte degli armatori) si è concentrata l’attenzione di E. Piana (Karberg & Hennemann Srl) nell’intervento rispetto alla Manutenzione a bordo nave dei Lubrificanti. Un olio contaminato (specie da particolato solido) è una minaccia costante per la salute delle macchine in cui opera!

  1. Pochiero (ABB Spa) ha parlato in maniera puntuale delle problematiche insite nelle turbo soffianti o Turbo Compressor (TC), quando l’acqua riesce a inserirsi, per cause più varie, all’interno del circuito di lubrificazione. L’avaria improvvisa di una TC (come nello specifico caso in esame) può causare indisponibilità del propulsore principale e la conseguente sosta forzata della nave.

Alle 16, come da programma la XVII edizione del Convegno di Tribologia si è concluso ed è stato tributato il giusto plauso per gli sforzi congiunti degli organizzatori i quali hanno esteso a tutta la platea l’invito a partecipare compatti, alla manifestazione del prossimo anno.

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XVII Convegno Tribologia Napoli 5 Maggio 2016
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